Il
boggart e il contadino
C'era
una volta un contadino di Mumby vicino ad Alford,nella contea
di Lincoln,che aveva una bella fattoria,ma stava pensando
di acquistare altri due campi avendo bisogno di un po' piu'
di terra da coltivare.
Dunque si compero'un pezzo di terreno e l'affare lo soddisfece
poiche' la terra era buona.
Il giono dopo ando'sul campo appena acquistato per vedere
che cosa dovesse seminare.
All'improvviso,proprio come un fulmine a ciel sereno,gli
si paro'dinanzi un boggart.
Era pelosissimo con delle braccia lunghe come le sue.
"Sparisci"grido'all'uomo.Questo e' il mio campo."
"Non e' vero"disse il contadino"l'ho comperato
io."
"E' mio,ti dico"esclamo'il boggart stringendo
i pugni e facendo una faccia come se volesse strozzare il
contadino.
Questi ebbe paura di imbarcarsi in una lite con quell'energumeno
per giunta malvagio,ma nel medesimo tempo non capiva perche'mai
dovesse rinunciare al suo pezzo di terra che aveva pagato
cosi'caro.
Percio'disse,cercando di fare buon viso a cattivo gioco:"Forse
possiamo arrivare ad una transazione".
"Voglio dirti una cosa,"fece il boggart sghignazzando"dividiamoci
i raccolti".
"D'accordo"ribbatte'il contadino."Quale parte
vuoi tenere?Quella che cresce sopra o quella che cresce
sottoterra?"
"Quella che cresce sopra"disse il boggart pensando
di averlo messo nel sacco.
Il contadino era furbo e pianto'le patate,sicche'quando
il boggart venne a prendersi la sua parte,non trovo'altro
che il verde ormai secco delle pianticelle.
Cosi',alla domanda del contadino che cosa scegliesse per
l'anno dopo,si precipito'a rispondere"Tutto cio'che
cresce sottoterra".
Il contadino semino'l'avena.Venne il tempo del raccolto.L'avena
matura fu falciata,e per la seconda volta il boggart rimase
scornato perche'gli toccarono le stoppie e le radici.
Era furibondo,ma il contrato e'contratto.
Egli aveva scelto la parte nel terreno e l'aveva avuta.
Allora al boggart venne in mente un'idea che gli parve buona.
"Quest'anno"disse al contadino"pianterai
il frumento.Lo falceremo insieme e ciascuno si terra'quello
che ha falciato."
Il boggart infatti sapeva di avere un paio di braccia molto
piu' forti di quelle dell'uomo,e calcolo'di falciare piu'alla
svelta.
"Niente da fare quest'anno"penso'il contadino,il
quale era stato per l'appunto costretto a seminare il frumento.
Ogni mattina andava sul campo e,benche'si aspettasse il
contrario,constatava che si prometteva un buon raccolto.
La prospettiva che il boggart si portasse a casa la parte
maggiore fini'per infastidirlo.
Nel villaggio viveva un uomo noto per la sua saggezza.
Il contadino ando'a chiedergli un parere e,appena uscito
dalla casa di quel saggio si frego'le mani:a spron battuto
si reco'al villaggio e dal fabbro si fece foggiare alcune
verghe di ferro,che poi conficco'nel terreno sul lato del
campo che sarebbe toccato al boggart.
Nel giorno fissato per il raccolto c'era un sole sfolgorante
e le ariste erano turgide.
Arrivo'il boggart felice e contento con la falce in spalla;"io
comincio da questo lato e tu dall'altro"disse.
Iniziarono a mietere.Il contadino procedeva piu'rapido e
le sue falciate erano accompagnate da un ampio movimento
del braccio,mentre il boggart continuava ad urtare le aste
di ferro-lui le aveva prese per erbacce-tanto che la sua
falce perse subito l'affilatura.
"Maledette erbacce!Come siete resistenti!"impreco'e
si dovette fermare per affilare la lama.
Le aste che spuntavano dal terreno erano fitte,per cui anche
i cozzi della sua falce contro di esse furono frequenti.
Prima di mezzogiorno il contadino aveva falciato meta'del
campo,il boggart invece non era andato oltre uno spicchio.
Il sole dardeggiava sulle messi e il calore non fece che
accrescere la rabbia del boggart che,esasperato,alla fine
lancio'una voce al contadino:"Ma nella tua parte non
ci sono erbacce?"
"Neanche una"rispose il contadino continuando
a falciare tranquillamente.
Il boggart,dopo essersi fermato almeno una ventina di volte,rinuncio'all'impresa:getto'lontano
la falce e grido':"Tienti il tuo campo,non voglio piu'averci
a che fare".Batte'i piedi con forza sul terreno,e la
terra si fendette:egli precipito'nella voragine.
L'ultima cosa che il contadino vide di lui fu un ciuffo
di peli neri.
Non torno'mai a rivendicare il possesso del campo,ma persino
oggi ricompare di tanto in tanto per spaventare la gente.
E i contadini,quando perdono un attrezzo dicono:"Se
l'e'preso il boggart!"
(da
fiabe e leggende inglesi a cura di Frederik Hetmann-Mondador