L'onesta'
delle fate
Un
giorno una madre cullava il proprio bambino per farlo addormentare.
Improvvisamente,alzando lo sguardo,vide in mezzo alla stanza
una piccola signora dai modi e dall'aspetto eleganti e cortesi
come non si era mai vista in quella parte del paese:le vesti,sfarzose
e ricamate a festoni d'oro,erano del verde piu' intenso
e brillante,mentre una coroncina di candide perle tratteneva
i capelli biondissimi.
La donna non aveva mai sentito entrare nessuno,percio'giudicate
voi se non fu con sorpresa mista a curiosita' che si alzo'per
porgere il benvenuto alla strana visitatrice.
Le offri'una sedia,ma la sconosciuta rifiuto'con grande
cortesia.
Fece pero'una richiesta che accrebbe ancora di piu' lo stupore
della padrona di casa.
Chiese,cioe',con voce dolce e musicale se poteva avere una
ciotola di farina d'avena.
Subito le fu porto un piatto traboccante di cibo,visto che
il marito della padrina di casa,essendo agricoltore e anche
mugnaio,disponeva di avena a volonta'.
La strana visitatrice promise di restituire il favore,e
volle precisare anche il giorno.
Mentre stava per andare via,un figlio della padrona di casa
stese la mano e tocco'uno dei festoni d'oro,e in seguito
disse alla madre che non sentiva piu'niente.
La donna temette che il figlioletto perdesse l'uso dell'artomna
una simile calamita'non si verifico'.
Sarebbe stato infatti ingrato da parte della visitatrice
punire il bambino per aver toccato la sua veste,se anche
ne avesse avuto il potere.
Per tornare alla storia,il cibo fu restituito nel giorno
fissato,ma non dalla stessa signora,bensi' da una curiosa
donnina dalla minuscola statura.
"Farina scura,farina scura"strillo'con vocina
acuta"fatta coi migliori chicchi del grano piu'nero!"
Tutta la famiglia e le genti della casafurono invitati a
mangiarla,ed era davvero eccellente.
Ma il fatto piu' straordinario fu che un garzone non si
degno' di assaggiarla.
Ebbene,mori'di li'a poco,secondo le ferme convinzioni del
mugnaio e della moglie perche'si era rifiutato di mangiare
il cibo del popolo fatato.
Erano anche convinti che la prima visitatrice fosse stata
nientemeno che la Regina delle Fate la quale,avendo congedato
la corte,non aveva damigelle d'onore che l'accudissero e
ubbidissero ai suoi ordini.
Poche notti dopo l'insolita visita,mentre il mugnaio si
accingeva ad andare a letto,si senti'un lieve bussare alla
porta.
Quando l'uscio venne aperto,alla luce della candela l'uomo
vide una donnina vestita di verde che,con una vocina acuta
ma molto beneducata,gli chiedeva di aprire la gora e di
mettere a punto il mulino perche' voleva macinare del grano.
Non osando rifiutare,il mugnaio fece quello che gli era
stato richiesto.
Poi la donna lo invito'a tornare a letto,assicurandogli
che al mattino avrebbe ritrovato il mulino in buon ordine
come l'aveva lasciato.
L'indomani,infatti,non mancava nulla e ogni cosa era al
suo posto,proprio come aveva detto la sconosciuta.
E questo per testimoniare dell'onesta'delle fate.
(Da"fiabe
e leggende scozzesi"di Gabriella Agrali e M.Letizia
Magrini