La
leggenda del bimbo nato da una pesca
Si
narra che,in un tempo antichissimo,un vecchio taglialegna
si reco' in montagna per raccogliere il suo giornaliero
fascio di legna,mentre la moglie si porto' alla riva di
un fiume per lavare,come al solito,la sua biancheria.
ad un tratto la donna vide che la corrente del fiume portava
una bella pesca,ella la tolse dall'acqua e decise di portarla
a casa per arricchire la mensa del marito.
Quando giunse l'uomo,la moglie lo invito' a mangiare il
bel frutto che tanto generosamente il caso le aveva posto
davanti.
Ma proprio mentre l'uomo stava per portarsela alla bocca,la
pesca si apri' in due, e dal suo interno usci' un piccolissimo
bimbo piangente,che la vecchia coppia amorosamente accolse
nella misera casa.
Gli dettero anche un nome,Momotaro',per ricordare la nascita
di un bimbo nato da una pesca.
Cosi' passarono altri anni,nonostante la miseria i due vecchi
riuscirono a fare del piccino un giovanetto forte e coraggioso.
Un giorno Momotaro' guardo' in viso i suoi genitori adottivi
e chiese loro il permesso di andarsene in cerca di fortuna.
Chiese che gli preparassero alcune focacce di miglio per
affrontare il difficile viaggio,dal momento che voleva recarsi
nella terra degli orchi per portare via un po' delle immense
ricchezze che questi vi avevano accumulato.
I genitori non osarono fermarlo,e come un tempo tranquillamente
e serenamente lo avevano accolto nella loro casa,cosi' ora
lo lasciarono partire.
Momotaro',dopo averli abbracciati e salutati,s'incammino
spensieratamente verso la mèta.
Lungo la strada una scimmia richiamo' la sua attenzione,parandoglisi
davanti e chiedendogli dove andasse.
Il giovane glielo disse,allora la scimmia si offri' di accompagnarlo,purche'
le venisse data una di quelle belle focacce di miglio.
Momotaro' non esito' a privarsi del suo cibo e cosi' si
conquisto' un compagno di viaggio.
Lungo la strada continuarono gli incontri:fu la volta di
un fagiano,il cui grido i contadini giapponesi ritengono
annunci l'appressarsi di un terremoto.
Anche il fagiano chiese una focaccia di miglio,la ottenne,e
si offri' come terzo accompagnatore di avventure.
Fatta altra strada, il giovane si imbatte' in un cane che
gli fece un'identica richiesta ed infine si accodo' al gruppetto.
Momotaro' e i tre animali giunsero cosi' alla terra degli
orchi.
La scimmia lestamente si arrampico' sulle mura del minaccioso
castello in cui vivevano gli orchi,il fagiano volo' sopra
la porta del castello,il cane fece da guida a Momotaro'
e lo aiuto' a forzare l'ingresso.
Fu ingaggiata una battaglia che dette vittoria al coraggioso
giovane e ai suoi tre amici.
Sgominati gli orchi,tutti gli altri abitanti del castello,che
erano tenuti in sudditanza,proclamarono loro re Momotaro',al
quale in tutta fretta portarono i grandi tesori ammassati
nella reggia.
Momotaro' non aveva che da scegliere:oro,argento,pietre
preziose,sete,suppellettili,gioielli che regolavano il flusso
e riflusso delle maree e tante,tante altre cose meravigliose.
Carico di tante ricchezze,Momotaro' fece ritorno alla sua
casa e offri' ai suoi genitori una vecchiaia felice e finalmente
liberata dalle privazioni.
leggenda
orientale